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Giovanni Palatucci – Tavola rotonda PUG, 21 maggio 2019 Intervento del Postulatore: p. Pascal Cerbolada s.j.

Vorrei innanzi tutto ringraziare P. Vitale Savio e la Pontificia Università Gregoriana per questo invito a parlare molto brevemente sullo stato della causa del Servo di Dio Giovanni Palatucci (1909-1945) dal punto di vista della sua Postulazione, affidata alla Compagnia di Gesù. Quando parlo della nostra Postulazione Generale mi riferisco al Postulatore –io stesso-, ma anche alla Dottoressa Valeria Torchio, che lavora con grande impegno come collaboratrice permanente nella stessa dal 2002.

Per noi la storia della causa comincia nel febbraio 2014, quando il P. Vitale Savio si reca dal mio predecessore, P. Witwer, affinché la Compagnia di Gesù possa assumere questa causa. Dopo l’approvazione del P. Superiore Generale Adolfo Nicolás, la Postulazione della Compagnia di Gesù ha assunto ufficialmente la responsabilità di seguire gratuitamente il coordinamento della causa nella sua fase romana. È stato soprattutto il P. Marc Lindeijer, S.J., allora Assistente del Postulatore Generale, a seguire molto da vicino il percorso di questi anni fino alla sua partenza da Roma. Il mio lavoro è cominciato nel settembre 2017.

Se non sbaglio, al momento presente l’“Associazione Giovanni Palatucci” funge da Attore della causa e Mons. Roberto De Odorico ne è il Presidente. Dall’altro lato, la “Fondazione Amici di Giovanni Palatucci” sarebbe anche responsabile –fra altri incarichi– degli aspetti finanziari; il P. Vitale Savio è il suo Presidente. Vorrei ricordare che il rapporto tra le due associazioni è molto importante per garantire la continuità –anche dal punto di vista economico– della causa.

Già nel febbraio 2014, il P. Adolfo Nicolás aveva scritto all’Associazione che la Postulazione della Compagnia era carica di impegni –attualmente abbiamo un contatto regolare con 50 cause fra le 80 circa che sono nel nostro ufficio– e non era in grado di assumersi la responsabilità della stesura della Positio sulla straordinaria figura di Giovanni Palatucci. Al momento stiamo facendo la revisione del lavoro svolto dai diversi collaboratori della causa e prendiamo cura del rapporto con la Congregazione delle Cause dei Santi, dove il nostro relatore è il P. Vincenzo Criscuolo, Relatore Generale della detta Congregazione.

Adesso vorrei condividere con Voi le informazioni sullo status quaestionis della causa. La Postulazione si avvale per la redazione finale della Positio super martyrio di diversi collaboratori esterni, scelti dalla Associazione e dalla Fondazione a partire dal 2014 fino ad oggi.

La Positio super martyrio si scrive a partire dai cinque volumi della Copia Pubblica, che raccoglie il lavoro diocesano precedente fatto a Roma. Tale Positio è articolata in diverse parti. Indico le più importanti:

Prima, l’Informatio, che racconta il martirio del Servo di Dio. È vero che c’è una difficoltà nel provare il martirio del Dott. Palatucci, perché il motivo dichiarato dai tedeschi per il suo arresto non fu la fede o un’annessa virtù (cioè, l’odium fidei), ma la collaborazione, cospirazione e intelligenza con il nemico, con delitto di alto tradimento. Per provare il martirio abbiamo, dunque, bisogno di fonti storiche ed archivistiche. Per fortuna, il caso Palatucci non è il primo dal tempo dei nazisti presentato alla Congregazione delle Cause dei Santi per il suo giudizio.

Siamo anche consapevoli delle polemiche che riguardano il nostro Servo di Dio, e che non possiamo affrontare adesso, come ad esempio l’apparizione di una targa diffamatoria contro Palatucci nel 2015 a Dachau, o nel 2013 il giudizio del Centro “Primo Levi” del questore di Fiume come “un pieno esecutore delle leggi razziali”, al quale fa riferimento molto accuratamente il Prof. Pier Luigi Guiducci. Come egli dice, questo intervento della direttrice del Centro è stato contestato da parecchi studiosi della Shoah, soprattutto a partire da documenti e testimonianze in favore di Palatucci. Anche nel febbraio del 2015 il Memoriale dell’Olocausto Yad Vashem ha confermato il titolo di “Giusto” a Palatucci, per avere aiutato tantissimi profughi ebrei perseguitati. Il questore di Fiume fu deportato il 22 ottobre 1944 nel famigerato campo di sterminio di Dachau; dopo quattro mesi di stenti e di sevizie, stremato, morì il 10 febbraio 1945; il suo corpo fu gettato in una fossa comune.

All’interno dell’Informatio è contenuta la biografia del Servo di Dio, che non è stata ancora consegnata alla Postulazione. Lo studio del contesto storico in cui si svolse la vita del Palatucci ed ebbe luogo il suo martirio, molto rilevante in questo caso, dev’essere incluso nella biografia.

A continuazione si fa riferimento al martirio “materiale” (ossia tutto l’insieme delle circostanze che hanno portato alla morte del Dott. Palatucci come è successo realmente), al martirio formale ex parte persecutoris ed ex parte Servi Dei (cioè, come l’evento martiriale è stato vissuto da entrambe le parti).

Dopo si presenta un’analisi delle virtù del Palatucci. Come sappiamo, la causa è stata introdotta privilegiando la via del martirio, ma –come ha indicato il P. Francesco Stano- si fa ugualmente attenzione alla via delle virtù eroiche, perché il Servo di Dio potrebbe essere anche di esempio specialmente nel campo della Pubblica Sicurezza (ieri; oggi, Polizia di Stato) come modello di vita evangelica, non soltanto per l’Italia ma per qualsiasi paese. Sarebbe un esempio abbastanza attuale del modo di procedere dei diversi incaricati dell’ordine pubblico. Fra le virtù esercitate dal Palatucci possiamo sottolineare: fede autentica e profonda esperienza religiosa; speranza nel futuro di Dio, rischiando la sua vita per solidarietà con gli ebrei; carità, anteponendo la vita altrui ai propri interessi e progetti personali. E così con il resto delle virtù cristiane.

Infine, si esamina la sua fama di martirio e di segni dal momento della morte fino ad oggi. Da questo punto di vista sono di aiuto diverse azioni: ad esempio, la sua strategica sistemazione nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola; la distribuzione delle immaginette; tutti gli atti pubblici come questo di oggi che possano organizzarsi; la composizione dell’inno a lui dedicato da parte della compositrice Florence Astaire; o, ancora, la pubblicazione di libri, come quelli che sono stati scritti su di lui in questi ultimi anni. Della possibilità di un miracolo accaduto grazie alla sua intercessione, abbiamo una traccia che risale al 2003, ma senza ulteriori sviluppi.

Dopo l’Informatio segue il Summarium testium, composto da Mons. De Odorico, che comprende preziosissime testimonianze sul martirio e la fama di martirio del Servo di Dio, anche con una valutazione critica del loro contenuto.

La terza parte rilevante della Positio è il Summarium documentorum, la cui redazione è affidata all’Avvocato Hylda Petrosillo, collaboratrice della causa dall’anno 2017. L’apparato documentario è ricco e ben organizzato, ma non è ancora finito. È stato composto a partire dal Fondo Palatucci, che contiene molta documentazione raccolta nel corso degli anni. Si sono ricercati infatti, per anni, documenti attinenti alla vita e al martirio del Servo di Dio in diversi archivi della città di Fiume. Possiamo citare qui la collaborazione del “Gruppo di ricerca su Fiume-Palatucci 1938-1945”, istituito nel 2013 fino al 2015 dalla “Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea” (CDEC), su richiesta dell’“Unione delle Comunità Ebraiche Italiane”.

Il Summarium documentorum include alcuni documenti che contengono elementi di testimonianza di alto valore per la figura del Servo di Dio, testi che sono stati raccolti dopo l’arrivo della causa alla sua fase romana. Infatti, la documentazione propria della Inchiesta diocesana a Roma è ampia, anche se non tanto completa. Fra altre persone, l’Avvocato Antonio De Simone Palatucci –nipote del questore di Fiume- ha aiutato a completare la base documentaria. Insieme con l’Avvocato Petrosillo, la Postulazione ha cercato, per esempio, altri documenti come quelli sul periodo scolastico del Servo di Dio.

Non vorrei terminare questo veloce intervento senza ricordare la generosa collaborazione del Prof. P. L. Guiducci, che anni fa aveva costituito a Roma una “Commissione di Studio” sulla figura e l’operato del Dottore Giovanni Palatucci, e che recentemente ci ha inoltrato uno scritto di aggiornamento storico molto ricco, la cui base è la ricerca su Palatucci dopo i lavori della “Commissione Guiducci” (2010-2015), presso l’Università Lateranense di Roma.

Una volta che le diverse sezioni della Positio saranno pronte e poi rivedute dalla Postulazione e dal relatore della causa, l’intera Positio sarà consegnata alla Congregazione delle Cause dei Santi per il suo opportuno studio e giudizio.

Grazie.

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